La testimonianza di una cittadina sui social scatena numerosi commenti. Altre persone raccontano esperienze simili: “Siamo entrati al mattino e usciti la sera”.
Secondo quanto riferito nel post, intorno alle 14 erano presenti oltre 50 pazienti in attesa di essere visitati, con alcune persone costrette ad attendere in piedi. La donna racconta inoltre di aver assistito a una situazione di particolare difficoltà per una paziente arrivata in mattinata e ancora in attesa diverse ore dopo.
«Vergogna pronto soccorso al Policlinico di Bari», è l’esordio della denuncia, che punta il dito soprattutto contro i tempi di attesa e quella che l’autrice definisce una carenza di assistenza e organizzazione.
Nel racconto viene riferito anche il caso della madre dell’autrice, anziana e affetta da diverse patologie, rimasta in attesa del foglio di dimissioni per alcune ore dopo gli accertamenti. Nei commenti, la stessa donna ha successivamente spiegato che la madre si trovava ancora al Pronto soccorso insieme alla sorella, in attesa delle dimissioni.
Il post ha raccolto numerose reazioni e commenti. Diversi utenti hanno raccontato esperienze personali analoghe, lamentando tempi di permanenza molto lunghi nei pronto soccorso.
Un utente riferisce, ad esempio, di aver accompagnato la propria madre e di essere entrato alle 8 del mattino, uscendo soltanto alle 19. Un’altra testimonianza parla invece di sette ore di attesa al Pronto soccorso di Padova, a conferma di una difficoltà che, secondo alcuni cittadini, non riguarderebbe esclusivamente la sanità pugliese.
Tra i commenti compare anche chi racconta di essere stato costretto a trascorrere gran parte della giornata in ospedale per assistere un familiare. Le testimonianze, pur diverse tra loro, hanno alimentato il dibattito sui tempi di attesa e sulle condizioni dei pronto soccorso, soprattutto durante il periodo estivo.
Nel caso raccontato dalla protagonista del post, la situazione sanitaria della madre avrebbe inoltre richiesto particolare attenzione. In un successivo commento, la donna ha spiegato che l’anziana, quasi 88enne, è disabile e affetta da una grave patologia cardiaca.
La vicenda familiare si è poi intrecciata con un’altra difficoltà. Rispondendo a un commento, Iusco ha raccontato che, dopo una puntura di ragno, la madre avrebbe sviluppato una reazione allergica importante e sarebbe stata successivamente curata a casa con cortisone e antistaminici.



