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Crisi dell’olivicoltura in Puglia, sindaci in Prefettura: «Intervenga il Governo».

Crisi dell’olivicoltura in Puglia, sindaci in Prefettura: «Intervenga il Governo».

Amministratori dell’area metropolitana di Bari e della Bat al fianco degli olivicoltori. Chiesto un fondo straordinario nazionale, sostegni alle aziende, agevolazioni sul credito e maggiori tutele contro le importazioni dai Paesi terzi.

La crisi del settore olivicolo pugliese arriva sul tavolo della Prefettura di Bari. Sindaci e amministratori dei Comuni dell’area metropolitana barese e della Bat si sono riuniti nel capoluogo pugliese con i rappresentanti del comitato olivicoltori per fare il punto sulle difficoltà che stanno mettendo a dura prova le aziende del comparto e chiedere interventi urgenti al Governo.

Il messaggio lanciato dai primi cittadini è netto: «Siamo dalla parte degli agricoltori». In una nota congiunta, gli amministratori hanno assicurato il proprio impegno a sostenere le richieste di un settore che, come sottolineano, sta attraversando una crisi senza precedenti.

Al centro del confronto, la necessità di individuare misure concrete per tutelare le imprese olivicole, salvaguardare il lavoro degli operatori e difendere uno dei comparti più rappresentativi dell’economia e dell’identità pugliese.

Nel corso dell’incontro, i sindaci hanno ringraziato la prefetta di Bari, Rosanna Riflesso, per aver promosso il tavolo di confronto e favorito il dialogo tra le istituzioni e i rappresentanti del comparto olivicolo.

La prefetta si è impegnata personalmente a scrivere al Governo in relazione alla richiesta di riconoscimento dello stato di crisi avanzata dalla Regione Puglia. Un passaggio che punta a portare le difficoltà del settore all’attenzione dell’esecutivo nazionale e a sollecitare una risposta istituzionale.

Gli amministratori locali hanno assicurato che continueranno a sostenere le istanze degli agricoltori, nella consapevolezza del peso economico e sociale dell’olivicoltura per numerose comunità pugliesi.

La posizione dei sindaci è riassunta nelle parole conclusive della nota, che richiamano il valore del lavoro agricolo e il legame tra olivicoltura e territorio.

«Gli agricoltori non chiedono privilegi ma che siano garantite le condizioni per continuare a lavorare, a produrre ricchezza per i territori, a contribuire all’economia e a dare prestigio e vita alla nostra terra», sottolineano gli amministratori.