Bari, la denuncia di una giudice minorile: «Sono precaria e guadagno 800 euro al mese».
Maria Vurchio, 46 anni, racconta le difficoltà delle magistrate onorarie: compensi ridotti, incertezza lavorativa e sacrifici personali per continuare a svolgere un ruolo delicato nella giustizia.
Guadagnare appena 800 euro al mese lavorando come giudice minorile. È la condizione raccontata da Maria Vurchio, 46 anni, magistrata onoraria, protagonista di una testimonianza che riporta al centro dell’attenzione il tema del precariato nella giustizia italiana.
Una vicenda personale che mette in evidenza le difficoltà di chi svolge una funzione delicata per il sistema giudiziario, ma deve fare i conti con una condizione professionale ed economica incerta.
Nel suo racconto, Vurchio descrive una realtà fatta di impegno, responsabilità e rinunce. Tra gli aspetti più significativi della sua esperienza ci sono anche le difficoltà affrontate durante la maternità: per due gravidanze, spiega, ha continuato a guidare da Andria a Bari per raggiungere il luogo di lavoro, fino all’ottavo mese.
Un esempio concreto dei sacrifici necessari per portare avanti un’attività professionale che richiede continuità e dedizione, anche quando le esigenze familiari e personali diventano più complesse.
A rendere ancora più incerto il percorso lavorativo c’è inoltre la necessità di affrontare nuovamente la selezione ogni tre anni. Una prospettiva che, come emerge dalla testimonianza, non consente di guardare al futuro con la stessa stabilità che dovrebbe accompagnare un’attività caratterizzata da responsabilità tanto importanti.


